Journalism (blog)

Il rialzo dei tassi e lo spread incidono nella vita quotidiana delle famiglie attraverso differenti canali, quali?
(pubblicato in Avvenire il 2018-09-30, p. 6)

di
Andrea Monticini

img txt
Con l’annuncio, nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF), di elevare il deficit fino al 2,4% del pil (era 0,8%) i rendimenti dei titoli di emessi dal Tesoro sono aumentati in modo consistente. Lo spread, cioè il differente maggior rendimento dei BTP rispetto al Bund tedesco, si è innalzato fino a 263 punti base. Che cosa ha provocato l’aumento dei rendimenti (e dello spread) e quali saranno le conseguenze per le famiglie e le imprese? Il prezzo dei titoli di stato, come per qualsiasi altro mercato, dipende dall’incontro di domanda ed offerta: se ci sono pochi acquirenti rispetto ai tanti che vogliono liberarsi dei BTP posseduti nel proprio portafoglio, il prezzo dei BTP deve diminuire. La riduzione dei prezzi dei BTP, a prima vista, ai più, potrebbe sembrare, un aspetto poco rilevante (a meno che non si possiedano dei BTP). In realtà, pur non detenendo personalmente titoli di stato, esistono molteplici conseguenze negative per tutti sia famiglie che imprese. La diminuzione dei prezzi dei titoli di stato, purtroppo, produce automaticamente un implicito aumento dei tassi di interesse, che si trasmette a tutto il sistema economico producendo quindi un impatto sulla vita quotidiana delle famiglie. Proviamo ad elencare le principali ed immediate conseguenze. In primo luogo: da subito la diminuzione del prezzo dei BTP determina una perdita di valore per chi li possiede. Molte famiglie, pur non possedendo titoli di stato direttamente, tuttavia li possiedono indirettamente attraverso l’acquisto di fondi di investimento di tipo obbligazionario, i quali però a fronte di una diminuzione del prezzo dei BTP subiscono una peggior performance e quindi producono concretamente conseguenze negative sul valore dei risparmi delle famiglie che in essi hanno riposto la loro fiducia. Occorre inoltre tenere sempre presente che buona parte delle banche italiane hanno nel proprio attivo molti titoli di stato e quindi obiettivamente i risparmi delle famiglie, depositati in un conto corrente bancario, saranno meno tutelati. In secondo luogo: una diminuzione del valore dell’attivo di una banca induce subito la banca ad erogare meno credito e pertanto ecco che si concretizzeranno possibili implicazioni negative per le imprese e per la crescita economica, che troverà un minor sostegno. In terzo luogo: per le famiglie e per le imprese aumenta il costo per ottenere finanziamenti. Usuale esempio: per le famiglie che avessero deciso di acquistare un’abitazione accendendo un mutuo, questo diventerà più gravoso. In altre parole, avranno meno soldi a disposizione per le spese correnti e quotidiane, perché se decidono di portare a buon fine il loro progetto di acquisto, dovranno destinare una quota maggiore dello stipendio mensile alla rata del mutuo da pagare. Non saranno solo casi isolati quelli che rinunceranno all’acquisto, concorrendo, con la loro forzata scelta, a paralizzare ancor più le attese di chi sperava in una ripresa del mercato immobiliare, che in Italia dalla crisi del 2011, non si è ancora ripreso. Ovviamente, per le imprese, l’aumento del costo del credito determina oneri maggiori con una conseguente perdita di competitività sui mercati internazionali ed una diminuzione dei livelli occupazionali. In quarto luogo: un aumento dello spread induce gli investitori esteri, possessori di un terzo del debito pubblico italiano, a liberarsi dei BTP. Occorrerà quindi necessariamente sostituirli per permettere allo Stato di continuare ad erogare servizi, ma non sarà semplice, a meno che non si voglia costringere le famiglie italiane ad investire forzatamente una parte dei propri risparmi in BTP. In quinto luogo: un aumento dei rendimenti dei titoli di stato, determina per il Tesoro, una maggior spesa per interessi sulle nuove emissioni. Un rialzo di un punto percentuale su tutte le scadenze dei nuovi titoli emessi, determina un incremento di spesa annuale, per interessi, di circa 20 miliardi, riducendo contemporaneamente ed obbligatoriamente, se non si vuole aumentare ulteriormente il debito pubblico, le risorse statali per erogare prestazioni in favore di individui e famiglie. Infine: un aumento dei tassi produce un impatto anche sulle bollette relative alle utenze domestiche. In questo specifico caso, non si tratta di un aumento importante, ma pur sempre di un aggravio che si riassorbirà solo dopo molto tempo, permanendo la speranza che nel frattempo lo spread ed i tassi diminuiscano.

URL: http://monticini.eu/owr/2018_09_30/